Chi era William Mackenzie, parapsicologo. IV

Qui ricordo in che modo si è concluso il contatto tra Freud e William Mackenzie, al termine della prima guerra mondiale. Ed è l’ultimo (per ora) post su aspetti non parapsicologici del parapsicologo genovese.

1-Mackenzie-WilliamNel caso l’aveste dimenticato, il post precedente su Mackenzie si è chiuso con la descrizione di un breve messaggio inviato da Freud al genovese nel 1920. Per evitarvi il fastidio di interrompere la lettura di questo post per tornare al precedente, ora comincio ripetendo l’ultimo paragrafo della volta scorsa.

In una lettera a William Mackenzie del febbraio 1920 Sigmund Freud, dopo aver parlato di altre questioni relative alle vicende della psicoanalisi in Italia, aggiunse: «Il prigioniero di cui lei si è tanto gentilmente occupato, è ora un giovane sposo». Per chi conosce il tedesco, questa è la frase originale: «De Gefangene für den Sie so freundlich gesorgt haben, ist jetzt junger Ehemann».

Vari storici della psicoanalisi cui ho già accennato (Maria Accerboni, Michel David, Cosimo Schinaia) hanno identificato quale corrispondente di questa lettera di Freud, e persona che si era dato da fare per Martin, il dottor William Leslie Mackenzie, che figurava affiliato alla London Society of Psychoanalysis nel 1914 (era una Società fondata da Ernest Jones, sciolta nel 1919 al momento della nascita della British Society of Psychoanalysis). Ma si tratta chiaramente di un errore, perché Leslie Mackenzie non si trovava in Italia nel 1919-20, né ovviamente avrebbe avuto il potere di far qualcosa per un soldato austriaco tenuto in un campo di prigionia italiano. Per di più, da altri dettagli contenuti nello stesso scritto emerge che il corrispondente che Freud ringraziava era una persona in contatto con lo psicologo Roberto Assagioli (1888-1974) di Firenze: e dei due Mackenzie solo quello di Genova poteva vantare una tale conoscenza, che risaliva ad almeno otto anni prima, epoca di una risonante indagine sui “cavalli sapienti di Elberfeld” descritta in vari articoli sulla rivista Psiche, fondata e diretta da Assagioli.

2-Oskar-Pfister

Oskar Pfister

In quello stesso periodo William Mackenzie assicuratore e parapsicologo di Genova fu in contatto anche con il pastore luterano svizzero Oskar Pfister (1873-1956), divenuto amico di Freud e figura di un certo rilievo per i movimento della psicoanalisi. Non sappiamo che cosa abbia legato quei due uomini, e men che mai se il pretesto del loro contatto sia stato Martin Freud (della cui sorte il padre espresse la sua preoccupazione anche a Pfister). Quel che è certo è che Mackenzie deve aver fatto al pastore un’ottima impressione, se quest’ultimo decise di ricordarlo espressamente nella dedica del suo testo La lotta per la psicoanalisi (Zum Kampf um die Psychoanalyse) pubblicato nel 1920: «Al dottor William Mackenzie di Genova, i ricercatori, le persone, gli amici» (Dr. William Mackenzie in Genua, dem Forscher, dem Menschen, dem Freunde).

 

Freud invece rimase sconcertato da questa dedica, tanto da commentare in un poscritto a una lettera del 28 novembre 1920 a Pfister: «Quanto alla dedica a M(ackenzie) di G(enova), è un peccato!» Probabilmente era stato informato da Jones che un tal William Mackenzie stava facendo storie, al momento di iscriversi alla Società svizzera di Psicoanalisi, per pagare meno del dovuto mettendo avanti la motivazione che aveva già speso una cifra superiore per iscriversi alla corrispettiva Società inglese, da cui era uscito. Poiché sarebbe stato incomprensibile un atteggiamento del genere da parte del ricco Mackenzie italiano, che d’altronde non avrebbe avuto alcun motivo per iscriversi alla Società svizzera, è evidente che sia Jones che Freud stavano equivocando tra il genovese e il medico scozzese.

Ad ogni modo, successivamente alle vicende riferite qui sopra sembra non ci siano stati altri collegamenti tra Sigmund Freud e William Mackenzie.

In ultimo, queste tre qui sotto sono le uniche pubblicazioni che ho trovato nelle quali si parla (erroneamente) del contatto tra Mackenzie e Freud.

Accerboni A.M. Sur le prétendu soutien qu’un riche Ecossais aurait apporté à la psychanalyse italenne. Revue Internationale d’Histoire de la Psychanalyse 1990, volume III, pagine 397-404.

Schinaia C. Freud a Genova. Atti della Accademia Ligure di Scienze e Lettere 2006, Serie VI, Volume IX, pagine 149-162.

David M. La psicoanalisi nella cultura italiana. Boringhieri, Torino 1965.

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