Rupert Sheldrake, poliedrico ricercatore

rupert-sheldrakeRupert Sheldrake è un ex biologo (ex nel senso che sembra non lavorare più in quel campo: sotto la sua firma ora mette soltanto un indirizzo privato di Londra) che pare dedicare gran parte del suo tempo e delle sue energie a sperimentare questioni ai limiti della scienza, talora entro la parapsicologia, talora anche al di fuori di questo settore. Perché il suo obiettivo, ha detto di recente, è «ampliare le prospettive della scienza». Sono note le sue indagini sull’asserita capacità di alcuni animali di “sentire” con largo anticipo l’arrivo dei padroni o di persone conosciute; o quelle sulla “telepatia al telefono”, cioè sapere chi sta chiamando già quando si sente il primo squillo (ovviamente, con telefoni senza display). Altre indagini ha effettuato sull’effetto sperimentatore nei campi ortodossi della scienza, nel tentativo di verificare se certi risultati accettati di solito come oggettivi indicano davvero certe regole di natura o non sono piuttosto dovuti alla personalità di coloro che hanno condotto le ricerche.

rupert-sheldrake-in-Hamps-007Qualche decennio fa Sheldrake ha elaborato una teoria che ha denominato risonanza morfica, che consiste nel ritenere che, nel contesto dei sistemi che si auto-organizzano, dopo che qualcosa è accaduto una prima volta, le successive ripetizioni di quello stesso fenomeno sono progressivamente agevolate, perché è come se l’universo avesse memoria di quel che è già accaduto e non opponesse più le stesse resistenze della prima volta.

Basta pensare a quanti ragazzini frequentano oggi la scuola trovando difficoltà a imparare materie e nozioni già apprese dai milioni di scolari che li hanno preceduti, per capire che l’idea è alquanto strampalata. Non voglio sottovalutare però che una ventina di anni fa anche il mondo scientifico ha provato un certo fascino per una simile teoria e molti esponenti della ricerca ortodossa si sono lasciati tentare dalla faccenda. Per un anno o due un’importante rivista inglese ha perfino indetto un concorso internazionale teso a dimostrare la validità o l’inconsistenza di quella teoria, e per un po’ la risonanza morfica ha circolato tra le pagine delle riviste accademiche. Poi a poco a poco l’entusiasmo e l’interesse si sono spenti, e ormai nessuno ne parla più – salvo, ovviamente, Sheldrake stesso, poco, e alcuni suoi seguaci, molto.

La-presenzaIn Italia il trattato fondamentale di Sheldrake sulla risonanza morfica è stato pubblicato, con il titolo La presenza del passato, solo nel 2011. Probabilmente oltre ogni tempo massimo, per riaprire un dibattito sulla questione.

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