Sfogliando il passato. III

Campione-dItalia-cc-Simon-Aughton

Campione d’Italia è una piccola località, dal passato molto antico e popolata oggi da 2000 persone, che ha la particolarità di essere un comune italiano completamente inserito nel territorio svizzero. Con un’organizzazione sociale e legislativa in larga parte agganciata a quella svizzera, Campione ha un’ampiezza di poco più di 2,6 km2, la maggior parte dei quali corrispondono però a una porzione delle acque del lago di Como: l’abitato è grande più o meno due volte Città del Vaticano. Talora al centro delle cronache per un certo numero di privilegi concessi ai residenti, la città è spesso considerata un’oasi “felice” per il flusso monetario ed economico che richiama, sia per l’Iva bassa che vi si applica (8% rispetto al 22% del resto d’Italia) sia perché ospita un importante casinò.

K-01-Campione-congresso-1Nella parapsicologia italiana Campione è noto per aver ospitato diversi congressi a tema parapsicologico, tra il 1969 e il 1982, cui hanno partecipato molti noti esponenti di questa disciplina, tanto italiani che stranieri. Il primo convegno era stato strutturato in modo da promuovere una sorta di confronto tra la parapsicologia e altri campi di attività (religione, psichiatria, psicoanalisi, ipnosi); del secondo e terzo si hanno notizie vaghe e frammentarie, poiché nessuna rivista dell’epoca ne ha parlato in maniera dettagliata. Nel 1975 le relazioni sono state incentrate sul tema degli “effetti fisici” anomali della parapsicologia, mentre l’obiettivo di un incontro del 1977 era costituire una sorta di “passerella” per le migliori indagini originali (sperimentali e osservative) condotte in Italia e in Europa. Nel 1982, in ultimo, si è svolta una riunione tra pochi parapsicologi, più che altro per analizzare i temi della divulgazione e della comunicazione in questo settore.

K-Campione-congresso-2Gli atti del congresso del 1969 sono stati raccolti nel volume Fenomeni misteriosi della psiche, a cura di Giuseppe Crosa e realizzato dalle edizioni Silva (che non dovrebbero aver niente in comune con quelle attuali, di Parma), mentre quelli dell’incontro del 1977 sono stati editi come fascicolo unico 1978 della rivista Metapsichica. È perciò di questi due incontri che, sulla scorta delle relative pubblicazioni, parlerò qui.

Molto diversa fu l’impostazione data ai due convegni. La prima volta un gruppo di 5 relatori (G. Crosa, Andreas Resch, Franco Granone, Hans Naegeli-Osjord, Piero Cassoli) aveva il compito di presentare una panoramica dell’argomento scelto, per stimolare una successiva discussione con i presenti (riportata anch’essa nel volume). Nel 1977 si è trattato essenzialmente di illustrare i risultati di specifiche sperimentazioni, o la realizzazione di programmi di ricerca in corso, e a tal fine intervennero numerosi autori italiani e tre stranieri (John Beloff, Jean Barry, Martin Johnson). Non potendo nemmeno citare tutti i lavori contenuti nel fascicolo della rivista, spesso complessi e ricchi di dati, mi limito a segnalarne qui alcuni che mi paiono, ancora oggi, di particolare significato.

K-Campione-pagina-1

Una pagina della relazione di Rosito

In primo luogo quelli contenenti “sperimentazioni statistiche” sull’Esp condotte, separatamente, da Angelo Rosito, Giovanni Iannuzzo e Giorgio Cozzi: il primo e il terzo autore avevano utilizzato un protocollo che prevedeva numeri elevati di persone da sottoporre alle prove; Iannuzzo invece ha riferito i risultati da lui ottenuti con più persone appartenenti allo stesso nucleo famigliare. Mario Rigato ha illustrato la procedura che stava mettendo a punto, basata su apparecchiature di monitoraggio continuo dei dati, per sperimentare in maniera oggettiva un’eventuale capacità chiaroveggente.

K-Rigato-laboratorio

Il laboratorio di Rigato

 

E Ferdinando Bersani ha presentato alcuni risultati di una sua indagine su alcuni “mini-Geller”, giovani e ragazzi che affermavano di riuscire a piegare con un atto di volontà (psicocinesi) delle barrette metalliche racchiuse in contenitori sigillati. Una foto – in verità non chiarissima, riprodotta qui sotto – corredava quello è stato uno dei pochissimi resoconti pubblicati dello studio, realizzato da Bersani talvolta con il concorso di altri ricercatori.

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La barretta metallica piegata, in un contenitore sigillato, nell’esperimento di Bersani

 

Purtroppo, come è spesso accaduto in passato, quasi nessuna di queste proposte di indagine ha avuto alcun seguito, neppure da parte degli stessi autori. Mancanza di tempo e di fondi, difficoltà logistiche, abbandono dell’impegno in parapsicologia, sono tra le cause più comuni di queste limitazioni della ricerca, cui nemmeno il passare dei decenni e la relativa semplificazione nello svolgimento di indagini controllate sono riuscite a porre rimedio.

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Un commento su “Sfogliando il passato. III

  1. giocoman ha detto:

    Grandi ricordi!!!!

    Mi piace

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