Quando la vista del sangue fa perdere la testa

00Di episodi del genere se ne verifica, in qualche parte del mondo, uno ogni sette o otto settimane, ma per comodità mi soffermo su quello che, al momento, sembra l’ultimo della serie: una statuina della Madonna che ad Auditore, piccolo comune in provincia di Pesaro, la prima settimana di luglio ha iniziato a versare “sangue” dagli occhi. Ad annunciare un simile fatto, per voce popolare promosso subito al rango di “miracolo” o “prodigio”, è stata una donna che, andata a pulire l’edicola contenente la statuina, si è accorta che strane strisce rossastre segnavano il volto della figura scendendo fino al collo. E pare sia stata la donna a mettere in rapporto quel “sanguinamento” con il funerale, celebrato quella mattina stessa, di una signora di 89 anni che per trent’anni si era presa cura della statuina: come a dire che l’evento era un segno del dolore provato dalla Madonna (quella vera, ovviamente) per la scomparsa dell’anziana “amica”.

ENV03LSLImmediato e contagioso l’entusiasmo dei fedeli del luogo, che si sono radunati davanti alla statuina pregando e, qualcuno, invocando miracoli. E abbastanza immediata la reazione del vescovo competente, che ha chiesto di sottoporre ad analisi di laboratorio quel “sangue” e ha ordinato di rinchiudere la madonnina in chiesa, suscitando però le proteste dei presenti che alla fine sono riusciti a spuntarla facendo rimanere la statuetta dove già si trovava. Pochi giorni, comunque, e la vicenda è parsa avviata a “soluzione”: la Scientifica di Ancona ha evidenziato che il liquido rossastro è sangue di capriolo («o di altro animale simile»); l’entusiasmo dei fedeli, se non proprio estinto, si è abbastanza raffreddato; e il sindaco ha annunciato di voler presentare una denuncia contro ignoti per «procurato allarme».

Quel che mi viene da dire è che è proprio vero che alla vista del sangue la gente perde la testa, intendendo per “gente” tutte, ma proprio tutte, le persone coinvolte nella vicenda, e per “testa” quel minimo di raziocinio che, avendocelo, dovremmo cercare di applicare alla nostra vita quotidiana.

Ma come si fa a pensare che la Madonna – che, per chi ci crede, vive ora nel Regno dei Cieli – possa rattristarsi che una persona raggiunga il Regno dei Cieli? e che non trovi di meglio, per manifestare il suo dolore (!), che far sanguinare una banale statuetta?

F8OT1XD0E come si fa a pensare che per comprovare o confutare un miracolo basti eseguire un’analisi di laboratorio? Forse che Dio, per chi ci crede, non è libero di fare i miracoli con il materiale che preferisce? O sarebbe forse obbligato, se vuol far sanguinare una madonnina, a usare un sangue umano femminile, servendosi invece di sangue maschile quando vuol farlo sgorgare da un’immagine di Gesù?

Come si fa a pensare che, non conoscendo le specifiche biologiche del sangue di Gesù e di quello di Maria, potremmo mai giudicare autentico o fittizio un sangue pur accertato per umano e magari caratterizzato per antigeni, Dna, marcatori e via dicendo?

E come si fa a pensare che un vescovo possa davvero credere che togliendo dalla vista una statuina ritenuta miracolosa, i fedeli smetteranno di pregarla?

E come fa infine un sindaco a pensare che la notizia di un miracolo che crea un assembramento di persone in preghiera, tipo quello che si vede nella foto, corrisponda a un «procurato allarme»?

C’è da scommetterci che a breve di questa buffa faccenda non sentiremo più parlare, salvo ritrovarcela tra i piedi tra qualche anno, annoverata come un caso di “autentico sanguinamento miracoloso” di una statua della Madonna. Sarebbe importante però – credo – non dimenticare tutte o alcune di queste incongruenze, per non lasciarsi trascinare al momento opportuno in comportamenti acritici, probabilmente dannosi in un momento come questo, tragicamente dominato più dall’irrazionalità che dalla ragione, o almeno dal buon senso.

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7 commenti su “Quando la vista del sangue fa perdere la testa

  1. Mauro ha detto:

    Non mi riesce in nessun modo di credere ai miracoli, essendo io perfettamente ed orgogliosamente ateo, non foss’altro che per coerenza… Non ci credo!
    Molto più facile credere alla teoria degli “antichi astronauti”. Se quest’ultima fosse accertata (ripeto, fosse) non avremmo nessun legittimo impedimento a posturale che esseri per niente divini,solo estremamente più avanzati di noi, sia tecnologicamente che culturalmente, dopo averci “creato” geneticamente, ormai millenni fa, di tanto in tanto gli venga voglia di manifestarsi a noi,poveri terrestri, con fenomeni che nuovamente ci lasciano “a bocca aperta”, così, tanto per ricordarci che “LORO” ci sono superiori.
    Se solo riuscissimo “…a fare finta che… ” (Mauro Biglino docet) non ci sarebbe bisogno davvero di tirare in ballo né “cristi”, nè “madonne” di sorta e,visto che ci siamo, non ci si dovrebbe inventare alcuna religione (qualunque essa sia), magari così, ci si potrebbe trovare a passeggiare per le strade di Nizza con la certezza di riuscire a tornare a casa.

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  2. Mauro ha detto:

    Ah… Dimenticavo… Gli esami del sangue… Eh già, quanto tempo si pensa ci voglia, qualora si trovasse qualcosa di veramente anomalo, per avvisare le cosiddette “autorità” le quali, poste di fronte a questo atroce dubbio, a questa difficilmente accettabile realtà, risolvono facendo comunicare da “chi di dovere” che trattasi di un povero capriolo, magari appositamente ucciso per una… semplice anche se molto stupida gogliardata, facile no? tenere buono il… “popolino”?!
    Ma niente paura, non siamo pericolosi, siamo solo un po’… come dire… “cospirazionisti”
    Non è così che ci etichettano??

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    • Psi Report ha detto:

      Trovo due difficoltà (mie personali) nei suoi commenti: la prima è che non capisco come possa essere “più facile” credere all’intervento di antichi astronauti etc., rispetto al credere all’esistenza di un Dio. Sono entrambe idee non fondate su dati di fatto, tanto che nessuna delle due cose si può dimostrare e a cui si può soltanto credere per fede. La seconda cosa – in parte legata alla precedente – è l’atteggiamento cospirazionista per partito preso. Pensare a congiure o cospirazioni in circostanze definite e di fronte a elementi che possano far pensare a roba del genere è comprensibile, giusto e forse perfino utile; ma utilizzare questo “filtro” per leggere in maniera stravolta tutta la realtà che ci circonda mi sembra – al contrario di quel che lei dice – proprio “pericoloso”: soprattutto perché in questa maniera ci si trasporta in un mondo di fantasia e si rimane fuori dal mondo della realtà, nel quale sarebbe invece opportuno calarsi per dare un contributo di conoscenza e di avanzamento. Troppo facile pensare che “gli altri” non capiscono niente o sono “manovrati”, dunque sono “popolino” di cui non tener conto, e che solo noi sappiamo bene come stanno le cose, e dunque siamo i migliori. E’ questo atteggiamento che vedo davvero pericoloso.

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  3. giocoman ha detto:

    Bravo!!!!!

    Giorgio Cozzi

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  4. mauro ha detto:

    Egregi Dottori
    (se mi posso permettere …):
    – non sono pericoloso perché professando LIBERAMENTE le mie (strampalate ???) idee, non credo di aver mai fatto male a nessuno.
    – non sono pericoloso perché non ricordo di aver mai detto (né tantomeno pensato) a nessuno che le mie idee sono sicuramente migliori di quelle degli altri.
    – non sono pericoloso perché non faccio proselitismo arrogante.
    piuttosto:
    CHI strumentalizza i “poteri forti”, CHI se ne fa scudo, per diffondere -con i “media” appropriati- sCIENZA (la “s” minuscola non è casuale) ormai ridotta a puro dogma (guai sicuri a chi osa contestarli), dovrebbe riflettere su quanto male fa alla società ! non certamente il sottoscritto … PERFETTO SCONOSCIUTO …
    ed è in quanto tale che mi rammarico nel dover ricordare a chi lo sa certamente molto meglio di me, quanto e come dovrebbe essere più facile “credere” a teorie che, seppur confutabili e non ancora pienamente accolte, sono per loro stessa natura e per la loro storia, soggette a ricerche, analisi, studi, dibattiti, metodi di approccio e quant’altro sia ritenuto sufficiente per decretarne la legittimità scientifica, (basterebbe informarsi) piuttosto che “credere” a ciò che per sua stessa definizione non può/vuole essere messo in discussione, essere sottoposto ad alcuna analisi, in una parola … dio.
    per un principio che dovrebbe essere conosciuto da uomini di scienza e che passa sotto il nome di “economia delle cause”, a me (lo ribadisco con orgoglio e forza !) riesce di identificarmi più nella prima “credenza” che nella seconda.
    le idee che danno origine a teorie, per quanto assurde possano apparire, se affrontate con la giusta apertura mentale, competenza ed informazione, tralasciando vetero-pregiudizi, sono una cosa, tutto il resto, invece , è …solo e semplicemente fede !
    cmq sia, mi devo volentieri associare al “cozzi-pensiero”: Lei dott. Biondi è (molto) bravo !!! altrimenti perché dovrei seguire con passione e costanza questo suo sito ?

    con immutabile stima (per entrambi),
    Mauro

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    • Psi Report ha detto:

      Senza ampliare troppo il discorso, cerco di precisare alcuni punti. (1) Non ho il minimo dubbio sul fatto che lei non sia pericoloso, quando professa le sue idee se, come dice (e le credo), non cerca di fare proselitismo. Converrà con me, però, che molti dei sostenitori di visioni “alternative” cercano di fare proprio questo, proselitismo, e qui sta una parte di ciò che ho definito “pericoloso” (come dimostra anche la cronaca, con gli antivivisezionisti, i vegani, gli ecologisti estremi, i cospirazionisti che cercano di convincerci che l’11 settembre del 2001 le Torri gemelle siano state distrutte dal governo statunitense e così via). L’altra parte, come dicevo, sta nel volersi collocare fuori della “realtà condivisa”, che di fatto priva la società di apporti potenzialmente utili. (2) Mi sfugge il nesso tra l’asserito dogmatismo della scienza (ci torno dopo) e l’imposizione dell’idea di Dio. La scienza si pone, per definizione e nella pratica, in alternativa a ogni idea di Dio, per cui non vedo come un atteggiamento scientista estremo possa diventare un sostegno proprio al concetto di un Dio, neppure se per Dio intendiamo il corpus scientifico attuale (che subisce, ovviamente, rimaneggiamenti e trasformazioni di continuo). (3) Non sono per niente convinto che “la scienza” sia dogmatica ” e guai a chi la contesta”). “La scienza” non è né un partito né una religione, né un’entità individuale, ma un’impresa culturale senza gerarchie, e dunque non direi proprio che sia “qualcosa” in grado di esprimere un atteggiamento di un qualunque genere. Né capisco quali siano i “guai” inferti a chi non condivide certe posizioni scientifiche: forse il fatto di non essere accettati o essere banditi dal mondo scientifico? Ma questo è il minimo, e certo la cosa più razionale che possa succedere: se io contesto un partito o una religione, perché dovrei voler appartenere a quel partito o a quella religione? (e comunque tenga presente che anche questo non succede quasi mai, nel mondo della scienza: ricorda il caso di Duesberg, il virologo che contestava senza alcuna prova che l’Aids dipendesse dal virus Hiv? Be’, pur avendo contestato, accusato e insultato la comunità scientifica mondiale ha sempre continuato a lavorare tranquillo nel suo laboratorio, a insegnare, a prendere lo stipendio, a pubblicare i suoi articoli…) Direi invece che dogmatici sono, sicuramente, alcuni (non molti, ma molto “rumorosi”) scienziati e divulgatori di scienza. Credo però che dobbiamo conceder loro la stessa libertà di parola che dobbiamo dare ai contestatori della scienza: forse che ha diritto di parlare e agire solo chi esprime certe posizioni e non altre? (Attenzione, non dico che IN GENERALE tutte le posizioni siano equivalenti o tutte abbiano il medesimo diritto di esistere: un impegno criminale o un’ideologia razzista o “negazionista”, ad esempio, non hanno nessun diritto di cittadinanza. Sono sbagliate e dobbiamo condannarle senza esitazioni. Ma affermo, limitatamente al nostro tema, che chi sostiene il valore della scienza ha lo stesso diritto a parlare di chi lo nega, se entrambi sanno apportare motivazioni.) In definitiva, mi chiedo perché arrabbiarsi per l’esistenza di idee diverse: potrebbero essere una risorsa… A me, chi proprio non va è chi cerca di farmi condividere le proprie convinzioni senza darmi uno straccio di motivazione – e non sto pensando a lei, ma a certi miei conoscenti che ogni volta che ci incontriamo cercano di farmi diventare chi religioso, chi vegetariano.

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