Sulla fede nelle fate

1-copertinaGolem Libri ha appena pubblicato un nuovo volume nella collana Folk-lore, Il soprannaturale nelle tradizioni dei popoli. Si tratta del noto studio di Walter Y. Evans-Wentz, antropologo americano e primo traduttore occidentale del Libro dei Morti Tibetano (Bardo Thodol), sulle credenze diffuse presso le popolazioni celtiche antiche e moderne circa fate, folletti e altri spiriti di natura.

I Celti erano un insieme di antichi popoli che occupavano millenni fa gran parte dell’Europa continentale, con estensioni nelle penisole iberica e italica, che furono combattuti dai Romani e in larga misura dispersi o ristretti in aree geografiche definite. La loro articolata cultura elaborò forme di grande valenza pratica e artistica, dando origine a elementi sopravvissuti al passare del tempo e che si ritrovano oggi nelle civiltà di varie regioni europee: dai termini linguistici alle credenze, dalle usanze tradizionali a stilemi artistici.

In particolare, l’indagine di Evans-Wentz si concentra su sei aree geografiche: Irlanda, Scozia, Isola di Man, Galles, Cornovaglia e Bretagna. Prendendo le mosse da una serie di interviste a testimoni locali che sostenevano di essere entrati in contatto con il “Piccolo Popolo”, l’autore delinea i contorni di quella che definisce Fede nelle Fate: una vera e propria religione popolare celtica che sarebbe sorta su un fondamento animistico ritenuto da Evans-Wentz reale e in armonia con le più recenti scoperte della scienza. E la scienza a cui fa riferimento è, di fatto, la ricerca psichica, della quale richiama ampiamente teorie e personaggi (William Crookes, Oliver Lodge, Andrew Lang, William James, ecc.) allo scopo di dimostrare la plausibilità della credenza in esseri intelligenti disincarnati. Esseri intelligenti che le tradizioni celtiche pensano come fate (fairies), che rientrerebbero in varie categorie (spiriti, elementali, anime umane, dèi, demoni…) e che dimorerebbero in una dimensione propria (l’Altromondo o Paese delle Fate), distinta da quella dell’esistenza ordinaria ma ad essa in certi casi interconnessa. Su tali premesse vengono infine proposte alcune speculazioni di carattere più prettamente esoterico (Evans-Wentz si interessò sempre di occulto e fu un convinto sostenitore della Teosofia) su post-mortem e reincarnazione in cui appaiono evidenti i richiami alle filosofie orientali.

Il volume, proposto per la prima volta in italiano da Golem Libri, venne pubblicato originariamente nel 1911 e ha rappresentato fin dal suo esordio un importante punto di riferimento per studiosi e scrittori (fu consultato anche da Tolkien). Può essere ordinato in libreria, acquistato sui principali store on-line o richiesto direttamente all’editore da qui.

Fate: una fede celtica. Elfi, folletti, gnomi e coboldi nello studio più autorevole sulla realtà del Piccolo Popolo. Golem Libri 2016, pp. 247.

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