La Parapsychology Foundation di New York e l’Italia

00-ctr-pflogoNon sono stati molti, ma neppure pochissimi, i contatti della Parapsychology Foundation (PF) con l’Italia. Nata nel 1951 per volontà di Eileen Garrett, una medium americana appoggiata da un cospicuo finanziamento da parte della ricca rappresentante degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, la Parapsychology Foundation ha sempre sostenuto in vario modo gli studi e le attività parapsicologiche più serie, estendendo la sua azione su una scala intercontinentale, essenzialmente americana ed europea. Una simile “missione” nasceva anche dalla volontà della medium di comprendere meglio quel che accadeva durante le sue trance, quando sembravano manifestarsi delle “entità” autonome, che a suo avviso non erano spiriti ma probabili creazioni del suo inconscio.

01-utrecht-1953A due soli anni dall’istituzione risale l’organizzazione (e relativo finanziamento totale) di un imponente convegno internazionale a Utrecht, in Olanda, al quale vennero invitati da tutto il mondo decine di parapsicologi. Dall’Italia provenivano, tra gli altri, William Mackenzie ed Emilio Servadio, autori entrambi di relazioni presentate nelle sessioni plenarie (rispettivamente, “Le radici biologiche della parapsicologia” e “Psicoanalisi e parapsicologia”). Esiste un filmato relativo a quei giorni nei quali si scorge Servadio accolto al suo arrivo da Eileen Garrett; ed è possibile che in qualche inquadratura sia stato ripreso anche Mackenzie.

Divenuto amico personale di Eileen Garrett, Servadio verrà invitato e ospitato molte altre volte, negli anni a venire, ai numerosi convegni di specialisti organizzati in varie parti del mondo, come Londra, Parigi, Royaumont e Saint Paul de Vence (Francia). Ad alcune di quelle iniziative furono invitati anche altri italiani, quali Piero Cassoli (1957) ed Ernesto De Martino (1956). A quest’ultimo, noto studioso che partito da un interesse per la metapsichica si era poi affermato come antropologo, la PF accordò in quell’anno un «generoso» finanziamento per svolgere un’indagine, con la collaborazione di Servadio, sulle forme di magia nel sud Italia.

03-de-martino-e-servadio-durante-lindagine-nellitalia-meridionaleQualcuno ha affermato che durante lo studio i rapporti tra i due si guastarono in maniera insanabile, tanto da indurre Servadio ad abbandonare la spedizione, ma da una segnalazione recente della dottoressa Puma (la trovate qui sotto, tra i commenti) si apprende che quella storia non corrisponde al vero e che sul vero rapporto tra i due studiosi uscirà a breve una pubblicazione apposita. In ogni caso è da notare come dall’indagine finanziata dalla PF scaturissero alcune delle opere più importanti dell’antropologo, nonché dei passaggi fondamentali della sua elaborazione teorica del concetto di magia.

A Servadio la PF finanziò inoltre una ricerca, da svolgere assieme al chimico Roberto Cavanna, sulle conseguenze dell’assunzione di LSD e di altre droghe sull’esito di test di telepatia e chiaroveggenza; ricerca interrotta prima del termine fissato, perché la “disgregazione” intellettiva prodotta da quelle sostanze impediva di ottenere risposte sensate e attendibili dalle persone sottoposte alla prova. Nel 1985, ancora Servadio sarà il referente di un convegno ristretto su “Parapsicologia, filosofia e concetti religiosi” svolto a Roma il 23 e il 24 agosto, con la partecipazione di padre Corrado Balducci e del cultore di antropologia Sergio Bernardi, oltre ad alcuni importanti studiosi stranieri. Gli atti di quel convegno verranno poi regolarmente pubblicati dalla PF e si trovano ancora in commercio.

Malgrado la progressiva riduzione delle attività, verso la fine del Novecento, i rapporti con l’Italia hanno continuato in qualche modo a mantenersi anche dopo la scomparsa di Servadio (1995). La rivista più importante di quella fondazione, l’International Journal of Parapsychology, ha sempre voluto, tra i sommari in varie lingue di tutti gli articoli, anche le versioni in italiano e tra i membri onorari di un comitato internazionale è stato inserito anche un rappresentante italiano (io).

004-utrecht-2008Nel 2008, volendo proporre una sorta di “seguito” all’imponente convegno del 1953, è stato organizzato – con la supervisione di Carlos S. Alvarado – un Utrecht II, inteso a delineare una mappa del futuro della parapsicologia, al quale in rappresentanza dell’Italia siamo stati invitati Giovanni Iannuzzo e io. Malgrado un indiscutibile affievolimento degli impegni più gravosi della PF, può essere incoraggiante constatare la sua volontà di mantenere aperto un canale con l’Italia, che potrebbe forse ancora apportare qualche contributo non secondario al progresso generale di questo settore.

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5 commenti su “La Parapsychology Foundation di New York e l’Italia

  1. Carlos S. Alvarado ha detto:

    Massimo, sono felice di vedere i vostri commenti sul PF. Alcuni di voi sapranno che io lavoro per il PF e organizzare alcuni dei suoi eventi. Abbiamo intenzione di continuare a coinvolgere Massimo, filiale del PF per l’Italia, nelle attività future. Garrett ha avuto un rapporto speciale con Servadio e lei lo ha invitato a molte delle conferenze del PF. La PF sta entrando in un periodo in cui la maggior parte delle sue attività sono eventi online. [translated using Google translate)

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  2. Marco ha detto:

    Messaggio molto interessante , grazie !
    Mi sto interessando di ipnosi e credo potrebbe essere di aiuto per approfondire l’argomento .
    Il termine parapsiicologia è fuorviante e bisognerebbe evitarlo sempre se vogliamo unire le forze e arrivare a capire scientificamente questi fenomeni.
    Ovviamente le opinioni sono opinabili e attendo di leggere le vostre.

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  3. Biancamaria Puma ha detto:

    Caro dottor Biondi, vorrei segnalare una inesattezza nel suo articolo. Ho smarrito la sua mail altrimenti le avrei scritto in privato. Non è assolutamente vero quanto afferma sul rapporto Servadio- De Martino: “Durante lo studio i rapporti tra i due si guastarono in maniera insanabile, tanto che Servadio abbandonò la spedizione e tornò anzitempo a casa”. Posseggo il Diario della Spedizione, manoscritto da Servadio e, posso assicurarle, che non solo questi completò la ricerca ma che rimase in buoni rapporti con De Martino tanto che quest’ultimo gli donò con dedica, il suo libro La terra del rimorso.
    Cordialmente
    Biancamaria Puma

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    • MBiondi ha detto:

      La ringrazio della segnalazione: quel dettaglio l’ho ripreso da altre pubblicazioni sulla faccenda. Correggerò non appena possibile il testo dell’articolo. Sarebbe interessante comunque se, sulla base di quel diario e magari di altre informazioni, venissero resi pubblici maggiori dettagli corretti su quel famoso viaggio…

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  4. Biancamaria Puma ha detto:

    Le farà piacere sapere che presto uscirà una pubblicazione che restituirà la verità storica sulla famosa “Spedizione” e sulla collaborazione fra i due grandi studiosi partendo da documenti archivistici

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