Ipnosi ed Esp

0-ipnosiDi recente, sulla rivista di taglio accademico Ipnosi, è stata pubblicata una rassegna dei lavori sperimentali che dal dopoguerra a oggi hanno indagato l’ipotesi che lo stato ipnotico favorisca la manifestazione dell’Esp nei test di laboratorio. Autore dello studio è Lorenzo Di Risio, uno psicologo che sta completando la formazione in psicoterapia, nel cui curriculum figurano sia una tesi di laurea basata su un’indagine parapsicologica, sia alcune ricerche sperimentali e pubblicazioni effettuate con Patrizio Tressoldi e la cattedra di Psicologia dell’Università di Padova.

Franco Granone, uno dei maggiori esperti italiani di ipnosi

Franco Granone è stato il maggiore esperto italiano di ipnosi

In sostanza, la review mirava a comprendere se le evidenze acquisite finora abbiano dato risposta al quesito “l’ipnosi migliora le prestazioni Esp, nelle condizioni di laboratorio?”, ma l’analisi di tutti i lavori pubblicati sull’argomento ha portato a dire che è impossibile arrivare a una conclusione univoca in proposito. Le procedure sperimentali seguite, il controllo dei risultati ottenuti dopo avere o non avere ipnotizzato le persone “arruolate” per i test, i diversi sistemi usati per valutare la qualità dello stato ipnotico, e il dubbio che in alcune ricerche più che ipnosi sia stato indotto un semplice rilassamento, impediscono una valutazione omogenea delle pubblicazioni uscite dal 1945 a oggi sulla questione. Che rimane dunque aperta a ulteriori indagini, da svolgere comunque in maniera più corretta e rigorosa, prendendo magari come punto di partenza proprio questo lavoro di Di Risio.

Carte Zener, usate da J.B. Rhine nelle sue ricerche sullEsp

Carte Zener, usate da J.B. Rhine nelle sue ricerche sull’Esp

In sede storica, è curioso notare come in passato, cioè per i primi 30 anni dopo l’avvio delle indagini “psichiche”, si provasse a suscitare e studiare l’Esp proprio mediante l’ipnosi. I risultati ottenuti però vennero duramente criticati in quanto, posto che quello ipnotico è un metodo essenzialmente suggestivo, poteva darsi che l’ipnotizzatore suggestionasse – anche involontariamente – la persona ipnotizzata, passandole in maniera ordinaria le informazioni che avrebbero dovuto essere carpite soltanto per Esp. Joseph Banks Rhine ideò allora, negli anni Venti del Novecento, un metodo di sperimentazione che rompeva la stretta associazione con la condizione ipnotica perché si basava sulle prestazioni di persone nello stato ordinario di veglia Anche i suoi studi subirono comunque la stessa sorte dei precedenti: poiché i test non davano risultati stabili e costanti nel tempo, qualcuno pensò che avrebbe potuto essere più vantaggioso provare a “esaltare” le potenzialità psichiche dei partecipanti ai test sottoponendoli a ipnosi. E fu così che nacquero le ulteriori ricerche, coronate tuttavia dai risultati ondivaghi e incerti discussi nella review di Di Risio.

Qualcuno dovrà pure, prima o poi, cominciare a sospettare che il problema non sta nella mente delle persone partecipanti ai test, ma altrove.

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