L’agente segreto che incontrò un parapsicologo

khokhlov-psi-reportIl 18 febbraio del 1954 il leader di un’organizzazione anticomunista tedesca sentì qualcuno bussare alla porta del suo appartamento a Francoforte. “Avanti” disse.

È lei Herr Okolovich?” domandò un giovane entrando nella stanza.

” rispose l’altro.

Io sono il capitano Khokhlov, del KGB, e sono venuto qui perché il Comitato Centrale del Partito Comunista Russo mi ha ordinato di ucciderla.Invece di uno sparo, com’era probabilmente nei programmi, queste parole furono seguite da una stretta di mano e dalla richiesta dell’agente segreto, Nikolai Khokhlov, di essere aiutato a espatriare dall’Unione Sovietica per iniziare una nuova vita. Quand’era partito da Mosca sua moglie gli aveva chiesto di smettere di uccidere (evidentemente lo aveva già fatto altre volte) e durante il viaggio era maturata in lui la convinzione che se farlo in tempo di guerra poteva essere giustificabile e in un certo senso naturale, in tempo di pace questo non era più tollerabile.

Durante la conferenza stampa

Durante la conferenza stampa

Un paio di mesi più tardi, giunto negli Stati Uniti, il 32enne Khokhlov annunciò in una conferenza stampa la sua intenzione di voltare pagina, malgrado fosse molto preoccupato per la sorte della moglie e del loro figlioletto di pochi anni, a favore dei quali chiedeva un qualche genere di intervento da parte dell’intelligence o delle autorità statunitensi. Nei fatti, nessuno rispose al suo appello e quando la moglie fu arrestata, il giorno dopo la conferenza stampa, e successivamente condannata a cinque anni di prigione per la diserzione del marito, nessuno mosse un dito per aiutarla.

La famiglia russa

La famiglia russa

Nikolai Khokhlov in America davvero si rifece un’esistenza, anzi più di una. Non appena il clamore della sua defezione si spense e lui ebbe terminato i “colloqui” con i servizi segreti degli Stati Uniti, iniziò una carriera giornalistica. Nel 1957 pubblicò un volume per spiegare i motivi della sua scelta e per questo fu vittima di un tentativo di eliminazione da parte dei suoi precedenti “colleghi” (gli fu data una tazzina di caffè avvelenata con polonio radioattivo); ma non appena si riprese, ricominciò a darsi da fare con più impegno di prima, questa volta collaborando anche con una radio, per la quale preparò tra l’altro una serie di servizi incentrati sulla psicologia, settore verso il quale aveva sviluppato un profondo interesse. Nel 1963, proprio per quella serie, contattò Joseph Banks Rhine e andò poi a trovarlo nel suo laboratorio di parapsicologia alla Duke University, nel North Carolina.

Joseph Banks Rhine

Joseph Banks Rhine

Durante il colloquio evidentemente Khokhlov deve aver manifestato la sua passione per la psicologia in genere e per l’indagine parapsicologica in particolare, perché Rhine gli consigliò di seguire nuovi studi universitari sull’argomento e prendere un PhD, cioè un dottorato di ricerca.

Il suggerimento piacque all’ex agente segreto, che infatti abbandonò completamente la carriera giornalistica e si rimise a studiare psicologia. Dal 1964 prese a frequentare il laboratorio di Rhine e da questi ricevette grande sostegno per le ricerche; di converso, si assunse l’onere di “tenere sotto controllo” le attività parapsicologiche svolte in Russia, stilando dei rapporti periodici. A settembre del 1966 a un convegno organizzato da Rhine sullo “stato della ricerca parapsicologica” in quel periodo, Khokhlov presentò una relazione sul “Rapporto tra parapsicologia e comunismo”, pubblicata poi in un volume antologico uscito nel 1968 a cura di Rhine e Bob Brier.

In età matura

In età matura

Al conseguimento del PhD, Rhine gli offrì l’opportunità di entrare nel suo Laboratorio, ma l’altro rifiutò: avendo conosciuto i metodi seguiti alla Duke University – carte, dadi ed elaborazioni statistiche – si era convinto che non si sarebbe potuto ottenere alcun progresso «limitandosi alle sole manipolazioni statistiche, senza toccare l’inevitabile questione della coscienza e dell’essenza metafisica dell’uomo». Scelse quindi di andare altrove, divenendo presto professore di psicologia all’Università di San Bernardino, in California. Da lì, oltre ad altri temi, continuò a condurre ricerche parapsicologiche e tenne vari corsi sull’argomento, sempre sostenendo la validità di un approccio meno vincolante e arido a tutta la materia. Non effettuò in questo ambito lavori particolarmente eclatanti o capaci di garantirgli un grande seguito, ma seppe guadagnarsi la stima e il rispetto dei suoi colleghi, parapsicologi e non. Nel 1993 andò in pensione e si chiuse quindi a quel punto la sua partecipazione al mondo della parapsicologia.

Per gli interessati agli aspetti “personali” di questa vicenda, aggiungo che Khokhlov poté tornare in Russia agli inizi degli anni Novanta del Novecento, dopo essere stato “perdonato” dall’allora Presidente Boris Eltsin. Pare che in quell’occasione abbia incontrato la moglie abbandonata nel 1954 (lui si era nel frattempo risposato in America), mentre soltanto in seguito poté rivedere il figlio russo, quando questi gli scrisse che stava per andarlo a trovare a San Bernardino. L’occasione non dette comunque ai due la gioia che speravano, perché pochi giorni prima dell’incontro era morto il figlio che Khokhlov aveva avuto dal suo secondo matrimonio. Alla sua morte, nel 2007, gli sopravvissero due figlie.

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