Parapsicologia sperimentale e indagine storica

A parziale correzione di quanto ho detto recentemente presentando il Journal of Scientific Exploration, è appena uscito il terzo numero dell’annata 2017 che è quasi completamente dedicato ai temi della parapsicologia e della medianità, il che sposta ancora di più l’asse del periodico verso questi temi, a scapito dell’attenzione rivolta alle “anomalie” appartenenti ad altre aree disciplinari.

Il primo lavoro contenuto nel fascicolo è uno studio che ha approfondito il senso e il valore delle sperimentazioni parapsicologiche effettuate finora, allo scopo di capire se – nonostante l’impossibilità di stabilire dove e quando si manifestano i singoli effetti psi – l’insieme delle ricerche offre indicazioni d’ordine generale, che si possono dunque ritenere risultati accertati. Riesaminando complessivamente le valutazioni statistiche applicate agli esperimenti, Wolfgang Helfrich, un fisico dell’Università di Berlino, è giunto alla conclusione che almeno tre “regole” (non propriamente leggi, ma solo riscontri statistici costanti) possono dirsi certamente confermate dai dati disponibili: l’indipendenza dei risultati dai vincoli di spazio, di tempo e di numero di partecipanti all’esperimento. Non confermate invece, anche se ancora non smentite e dunque passibili di future convalide, sono altre tre regole, definibili nel modo seguente: quando la durata delle sessioni sperimentali è chiaramente prestabilita, l’entità dei risultati è indipendente dalla numerosità delle ricerche; la significatività globale dei risultati relativi a singole classi di effetto anomalo (es. Esp o Pk) è sostanzialmente analoga e non dipende dal tipo di “processo psi” esaminato; gli indici finali degli effetti ottenuti nelle varie ricerche sperimentali tendono a distribuirsi più o meno come gli altri parametri naturali, il che significa che dovremmo trovarci all’interno di un “fenomeno” che non trascende le leggi della natura. Conclusioni, sia per le prime tre regole che per le successive, che potrebbero favorire il rientro nella visione scientifica dell’indagine sperimentale in parapsicologia.

L’articolo successivo è un elaborato teorico che cerca di valutare il rapporto che potrebbe esistere tra il comportamento probabilistico (cioè non vincolato alla legge causa-effetto) e il ruolo della psi, con particolare riferimento ad alcune proposte concettuali avanzate molti anni fa dallo psichiatra e parapsicologo americano Jule Eisenbud. L’argomento è estremamente complesso, ma la direzione verso cui “viaggia” questo testo è la stessa dell’articolo precedente: mostrare che non c’è una alterità irriducibile tra la visione parapsicologica del mondo e quella scientifica.

A questi segue una lunga sezione, due contributi, dedicata al medium brasiliano Carlos Mirabelli (morto nel 1951), per il quale si dispone sia di resoconti che sembrano dimostrare inoppugnabilmente la “non falsificazione” di alcuni fenomeni medianici, sia di prove altrettanto sicure di frodi commesse intenzionalmente per illudere osservatori e studiosi. Scopo dichiarato, nel presentare sul Journal of Scientific Exploration i due studi, è quello di utilizzare l’esempio di Mirabelli per capire come ci si dovrebbe regolare nel valutare casi storici ormai chiusi e non più suscettibili di nuove sperimentazioni. Numerosi gli argomenti che Stephen E. Braude, autore del primo dei due articoli, avanza a favore e contro la credibilità di Mirabelli prima di giungere alla conclusione che si è trattato di una “medianità mista”, comprensiva cioè tanto di “frodi” quanto di fenomeni “genuini”. È evidente che una conclusione del genere è tutt’altro che soddisfacente, dato che non aiuta affatto a definire il caso. Per estensione, si dovrebbe concludere che il riesame storico delle figure controverse è completamente inutile e che, oltre a una conoscenza migliore degli aspetti biografici ed esteriori dei personaggi, non può apportare niente di nuovo e significativo.

Dalla sezione delle recensioni cito solo l’analisi, compiuta da Carlos S. Alvarado, di un’antologia di vecchi articoli ed estratti di libri relativi alla figura e alla medianità di Eusapia Palladino. Un volume utile per riproporre al mondo di lingua inglese questa celebre italiana attiva tra Ottocento e Novecento, ma insoddisfacente perché privo di un qualunque apparato critico e di un inquadramento storico o storiografico.

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Un commento su “Parapsicologia sperimentale e indagine storica

  1. giocoman ha detto:

    Interessante come sempre.
    Giorgio Cozzi

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