Esperimenti di micro-psicocinesi

Dopo aver tentato, alla fine dell’Ottocento, prove sperimentali di telepatia e chiaroveggenza con persone in stato alterato di coscienza, cioè per lo più addormentate o ipnotizzate, per quasi tutto il Novecento i parapsicologi hanno percorso la strada della piena consapevolezza, “lavorando” con collaboratori vigili, attenti e partecipi. E poiché chi si sottoponeva agli studi era sveglio e collaborativo, ciò ha rappresentato un concreto passo avanti rispetto alla fase precedente, in quanto sono state raccolte moltissime informazioni potenzialmente utili per effettuare varie correlazioni con i risultati conseguiti. Continua a leggere

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Pecore e capre in laboratorio

Tranquilli: i parapsicologi non sono improvvisamente diventati veterinari. È vero che, specialmente in passato, per certe ricerche hanno portato nei loro laboratori esseri viventi delle specie più diverse (gattini, topi, amebe, pianticelle di fagioli e lenticchie, qualche cane, un pappagallo…) ma questa volta pecore e capre sono soltanto termini usati per identificare uno specifico atteggiamento mentale delle persone che partecipano agli esperimenti. Continua a leggere

Parapsicologia sperimentale e indagine storica

A parziale correzione di quanto ho detto recentemente presentando il Journal of Scientific Exploration, è appena uscito il terzo numero dell’annata 2017 che è quasi completamente dedicato ai temi della parapsicologia e della medianità, il che sposta ancora di più l’asse del periodico verso questi temi, a scapito dell’attenzione rivolta alle “anomalie” appartenenti ad altre aree disciplinari. Continua a leggere

Il Journal of Scientific Exploration

Nel 1981, su iniziativa di un professore universitario di astrofisica, Peter Sturrock, alcuni scienziati e ricercatori decisero di organizzarsi per promuovere espressamente indagini rigorose su fenomeni marginali, controversi, anomali, non adeguatamente studiati nell’ambito delle discipline scientifiche tradizionali. Questo primo gruppo di appassionati raggiungeva a malapena la cifra di 17 componenti: troppo pochi per consolidare una vera attività societaria. Continua a leggere